Michele Antonellini nasce a Faenza il 19 ottobre 1971, ma abita da sempre a Bagnacavallo (provincia di Ravenna).
Il suo primo contatto con la musica avviene nel 1984, all’insegna dell’opera lirica e per gentile intercessione di due «avvenimenti»: la visione di un film che il giovane ragazzo annovererà tra i suoi preferiti (Il Gattopardo di Luchino Visconti, dall’omonimo romanzo di G. Tomasi di Lampedusa), contenente una versione per banda del tema delle zingarelle dalla Traviata di Giuseppe Verdi; di nuovo Verdi, poi, grazie a un Rigoletto (alquanto malconcio, per la verità) visto e sentito nel teatro comunale di Bagnacavallo.
Trascorrono gli anni.
Michele frequenta con successo l’Istituto Tecnico Commerciale della vicina Lugo, diplomandosi ragioniere con un lusinghiero 56/60, nonostante l’innata avversione per le discipline scientifiche ed economiche e l’altrettanto innata predisposizione per quelle umanistiche. Accortosi dunque, grazie anche all’aiuto dei genitori, che ancora oggi (o, meglio, soprattutto oggi) carmina non dant panem (per quelli che, come Michele, sono quasi digiuni di latino: «le poesie non danno pane»), accetta di buon grado la professione di impiegato, «relegando» le sue passioni – musica, lettura, scrittura, teatro – nella sfera del tempo libero.
Al fine di rendere più ordinate le sue ricerche, altrimenti confuse, si iscrive in qualità di studente-lavoratore all’università (facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo dei Beni Musicali, sede di Ravenna) e, in veste di «pianaio» (come dice un suo caro amico) alla locale scuola di musica (corso di pianoforte).
Tra un esame e l’altro, e tra un strimpellata e l’altra (con grande soddisfazione dei vicini di casa), Michele collabora per alcuni anni al giornaletto bagnacavallese e si dedica ad attività di volontariato culturale, scrivendo pure due piccole «opere» narrative di formazione.
Le sue ricerche musicali extrauniversitarie vengono focalizzate sulla canzone d’autore italiana; nascono così cicli di incontri e libri. All’inizio dell’anno 2004, con la complicità di qualche amico, fonda l’associazione culturale Controsenso, destinata ad organizzare iniziative in Romagna (tempo, voglia e denaro permettendo…)
Il 18 luglio 2006 si laurea (finalmente!) con una tesi di Etnomusicologia italiana sui cantastorie Pietro Corbari e Licia Castellari (ma non chiamatelo «dottore», ché s’offende)...
Nel 2007 decide di abbandonare l'impiego per trasformare le proprie passioni in lavoro: fonda la casa editrice Discanti ed entra timidamente nel «mercato» della progettazione ed organizzazione di eventi culturali.
